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IL COLLOQUIO CON IL PAPA

Durante quello che sarebbe stato il suo ultimo viaggio in Europa per ricevere il Dottorato a Lavanio, monsignore Romero passò da Roma, intenzionato a visitare la segretaria di stato ed alcune Congregazioni Vaticane. Il fatto di aver partecipato all'udienza generale del mercoledì determinò il suo colloquio personale con il Papa. Così raccontava l'accaduto lo stesso monsignor Romero una intervista da Roma al suo Vicario mons. Urioste ed ai suoi ascoltatori dell'emittente YSAX, il 30 gennaio:

...Non me lo spettavo; sì, sapevo che sarei andato all'udienza col Santo Padre che si tiene tutti i mercoledì, ed entrai assieme a altri vescovi. Come al solito il Santo Padre chiama i vescovi per benedire tutta la gente e quando mi salutò le gli disse che ero di El Salvador, "Sì mi disse lo riconosco già vorrei parlarle dopo l'udienza; mi aspetti, per favore". E stata una grande sorpresa. Dovetti aspettare molto perché all' udienza partecipava un circo italiano che si esibì in modo simpatico, fra il consenso della gente che riempiva la sala delle udienze. C'era pure il coro polacco che piacque molto al Santo Padre, e poiché è solito trattenersi con la gente dovemmo aspettare un'ora.

Durante questa udienza, che fu per me un regalo inatteso, il Santo Padre mi disse:
"Io conosco la grave situazione e so che il suo apostolato è molto difficile. Conti sulle mie preghiere; tutti i giorni prego per El Salvador.

Che da difendere con impegno la giustizia sociale, l'amore verso i poveri, ma bisogna fare pure molta attenzione alle ideologie che possono infiltrarsi in questa difesa dei diritti umani, ideologie che alla lunga risultano lesive per i diritti umani".

Gli dissi:"Santo Padre, mi fa piacere che siamo d'accordo; io cerco di trovare questo equilibrio nel difendere con ardore questa giustizia sociale è oltraggiata nel mio popolo; essere completamente con i poveri, ma anche segnalare i pericoli che ci possono essere in una rivendicazione fatta senza i sentimenti cristiani".

Mi dice che quello era l'equilibrio che si doveva mantenere e che dovevamo avere sempre fiducia in Dio. Questa è la sintesi dell'incontro; poi mi abbraciò, mi disse che era al mio fianco e me diede una benedizione speciale per il popolo.

Poco prima avevo visto il Cardiale Pironio che mi aveva confidato:

"volevo vederti, almeno per un paio di minuti, per dirti che devi stare tranquillo, perché il Cardinale Lorscheider, dopo la visita a El Salvador la prima cosa che ha fatta è stata quella di venire a Roma ad informare il Santo Padre. Si è reso conto della tua situazione ed pienamente d'accordo con quello che tu stai facendo, così che il Papa ha maggiori informazione e puoi essere contento e continuare il tuo lavoro. Capisco che tu soffri molto, io pure soffro per lo stesso motivo, ma siamo fedeli a Dio. Io penso a quelle parole di Cristo: ""No abbiate paura di chi uccide il corpo, ma di chi uccide lo spirito"".

Io penso che questo martirio è molto più duro per te .C'è gente che cerca di uccidere il tuo spirito, toglierti la reputazione, il prestigio e l'autorità, ma Dio ti darà forza per tutto ciò". Tenendo conto di questi colloqui col Cardiale Pironio e con il Papa, credo sia stato molto positivo questi passaggio per Roma, che, come dico sempre, mi conferma nella fede.

Domenica 10 febbraio, già di ritorno ad El Salvador, cominciò la sua omelia commentando l'incontro col papa in questi termini:

l'incontro col Santo Padre lo sentivo soprattutto no come un incontro personale ,ma come se assieme a me portassi il lavoro , la collaborazione dei sacerdoti, dei religiosi e dei fedeli. E le parole di incoraggiamento del Papa per me ebbero pure il significato di un incoraggiamento per tutta l'archidiocesi, alla quale io vorrei trasmetterlo, dire che il Santo Padre conosce chiaramente il nostro lavoro ed è molto d'accordo nella difesa della giustizia sociale che qui cerchiamo di portare avanti, nostro amore preferenziale per i poveri.

Le informazione tendenziose chi a volte si danno circa le relazioni col Santo Padre no n hanno altro che la malizia di disprezzare una Pastorale che il Papa conosce molto meglio di quei mezzi di informazione che cercano qui di deformare le cose...

in qualche comunicazione si è voluto far credere che io dicevo che il Papa era male informato. E falso, non l'ho mai detto . ho detto che è responsabilità di tutti coloro che hanno informazione sull' America Latina essere molto obiettivo e cercare di fornire una versione la più esatta possibile dei fatti, in modo che no si deformino le cose.

Lo stesso Cardinale Marty, arcivescovo di Parigi, mi disse:"Non siete solo voi a sentire questo problema, che no è propi solo dell'America Latina, è un problema che riguarda tutta la Chiesa...Ci sono attualmente nella Chiesa della correnti che vorrebbero frenare gli impulsi che lo spirito santo ha voluto dare per mezzo del Concilio Vaticano II e cercano di manipolare lo stesso Papa". Ed a tutti noi interessa sapere che è il Papa colui che maggiormente spinge le posizione avanzate del consiglio vaticano ll e che cercheremo di difenderle in particolare da tutti quegli ambienti e gruppi che all' interno delle stessa Chiesa cercano di frenarle.

Segmento tratto da "OSCAR ROMERO: Il Mio Sangue Per La Libertà del Salvador"
L'altra Metà del Mondo; Eurostudio.


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